
Giusto ieri vi parlavo del fatto che, lavorando a Barcellona, percepisco ovviamente uno stipendio spagnolo e non uno italiano. Lo dicevo per sottolineare il sorpasso della Spagna sull'Italia, dal punto di vista del reddito procapite. Oggi il primo ministro spagnolo José Luis Rodriguez Zapatero è tornato a ribadire, da New York, che l'economia spagnola è forte e suscita le invidie di altri paesi, tra cui Italia e Francia, prendendo in giro non solo Berlusconi ma anche Sarkozy, intristiti dal fatto che la Spagna vada meglio dei loro paesi. Zapatero ha affermato nuovamente che il reddito spagnolo ha ormai superato quello italiano e che tra poco lo stesso avverrà nei confronti della Francia.
Dal Partido Popular guidato da Mariano Rajoy sono subito partite le critiche al presidente Zapatero, che, anziché sfottere i suoi colleghi europei, dovrebbe pensare all'economia spagnola, che in realtà nell'ultimo anno ha terribilmente rallentato, soprattutto dopo che il settore delle costruzioni ha avuto una terribile crisi che ha provocato il fallimento di una delle maggiori aziende spagnole nell'edilizia, la Martinsa Fadesa.
La notizia con le affermazioni di Zapatero è riportata oggi non solo dai media spagnoli, ma anche da quelli italiani.
giovedì 25 settembre 2008
Zapatero vs Berlusconi
mercoledì 25 giugno 2008
Spagna batte Italia anche sul piano economico
Domenica sera abbiamo assistito al trionfo calcistico della Spagna sulla nazionale italiana. Il giorno dopo, oltre alle notizie relative alla partita, i giornali pubblicavano anche un'altra notizia secondo cui il reddito pro capite spagnolo avrebbe ormai superato quello italiano. In realtà non si tratta di una novità, visto che già qualche mese fa, prima delle elezioni, Zapatero aveva annunciato il sorpasso sull'Italia da parte di Madrid. Lunedì, un nuovo dato reso noto dall'Eurostat ha confermato quello che ormai già si sapeva, ossia che il reddito pro capite spagnolo è ormai più alto di quello italiano. La notizia non solo è stata ripresa da El pais, ma anche dai media italiani come il Corriere della Sera.
Se non ci credete, sentite allora uno che in Spagna non solo ci vive ma anche ci lavora. Effettivamente, confrontandomi con degli amici miei che lavorano a Roma, guadagno in generale più di loro e ho quella stabilità economica (contratto a tempo indeterminato) che in Italia purtroppo, con tutte quelle cagate di contratti che si sono inventati (leggasi contratti a progetto...) è ormai un sogno.
Sebbene l'economia spagnola stia in crescita rispetto a quella italiana, che è ormai sempre più vicina alla recessione, tuttavia negli ultimi mesi anche in Spagna le cose si stanno mettendo peggio dopo che il mercato delle costruzioni è praticamente crollato dopo anni di incessante crescita.
Da diverse settimane, praticamente da quando si è ricostituito il governo, Zapatero è chiamato spesso in Parlamento a riferire sulla crisi che nei prossimi mesi, secondo quello che ascoltavo stasera sul tg di Antena 3, potrebbe determinare un'impennata della morosità nel pagamento delle ipoteche visto che una percentuale sempre maggiore di persone non riesce più ad arrivare alla fine del mese.
Rimane però il fatto che, contrariamente ai nostri governi, quelli spagnoli sono stati ben più attivi e coerenti con i programmi elettorali.
Signori, che ci (vi) piaccia o no, la Spagna ci ha battuti e credo che la partita di domenica sia stata in un certo senso una metafora del declino italiano e dell'ascesa della Spagna.
Speriamo che il Bel Paese possa recuperarsi presto e mandare affanculo quella classe politica che lo ha portato al declino.
Mentre cenavo oggi, l'unica notizia in cui si è parlato dell'Italia sono state le parole di Berlusconi sui giudici. Il presentatore, Matias Prats, ha annunciato la notizia con un tono della voce e delle parole che mi hanno fatto quasi vergognare di essere italiano. Che dire! Bella immagine che diamo: se non si parla delle cazzate di Berlusconi, si parla della monnezza di Napoli, e se non si parla di Napoli, allora è molto probabile che si parli di 'ndrangheta che controlla il sud della Spagna. Che miseria!!! Buonanotte.
martedì 3 giugno 2008
Lavorare in Spagna
Negli ultimi tempi mi sono reso conto che gli italiani qui a Barcellona si sono moltiplicati in una maniera impressionante. Non solo ci sono i soliti turisti, che vengono per qualche giorno approfittando delle tariffe superscontate di Ryanair, ma ci sono anche molti lavoratori che hanno deciso di lasciare il Bel Paese per tentare l'avventura spagnola. Ma cosa bisogna fare per poter lavorare a Barcellona o, più in generale, per poter lavorare in Spagna?
Il primo consiglio che posso darvi è quello di vedere le offerte di lavoro su Infojobs Spagna. Ce ne sono migliaia e vi dovrebbero aiutare a capire se vi offrono di più qui in Spagna rispetto all'Italia. Le cose sono molto diverse da settore a settore e, ovviamente, da città a città.
Se lavorate a Madrid o a Barcellona, avrete degli stipendi molto simili a Roma e Milano, ma se ve ne andate nelle province remote della Spagna (ad es. a Cadice), lo stipendio sarà ben più basso, ma anche il costo della vita lo sarà...
Per lavorare in Spagna, per noi italiani non ci sono grossi problemi, visto che siamo cittadini dell'Unione Europea.
Bisogna tuttavia fare una serie di documenti che lo Stato spagnolo richiede al lavoratore straniero: da una parte il NIE (Numero de Identificacion de Extranjero, ossia un numero che identifica un cittadino straniero come tale) e dall'altra la registrazione presso un archivio dei cittadini della UE residenti in Spagna.
Per quanto riguarda Barcellona, se venite a lavorare qua, potete recarvi alla Comisaria de policia in Passeig Joan de Borbó 35, alla Barceloneta (
Una volta fatta domanda per il NIE, dovrete aspettare circa un mesetto prima che vi venga ufficialmente comunicato all'indirizzo che avrete indicato il numero di NIE.
Poi, dovrete fare la Seguridad Social, che è un altro adempimento che la legge vi richiede. Anche in questo caso, occorre "darse de alta" (iscriversi) alla Seguridad Social prima di avere un contratto di lavoro, visto che è una condizione essenziale affinché vi versino i contributi. E ovviamente dovrete aprirvi un conto in banca, perché, come da noi in Italia, lo stipendio lo accreditano direttamente sul conto bancario.
La giornata lavorativa, almeno a Barcellona, non ha orari molto diversi dall'Italia: io personalmente entro in ufficio alle 9 ed esco alle 18, con un'ora per il pranzo, che generalmente faccio tra le 13:30 e le 14:30.
Il menù mi costa intorno agli 8-9 euro, coperti dai ticket restaurants, mentre per il trasporto calcolate, se vi muovete in metro solo su una zona, intorno ai 30 euro mensili per un biglietto chiamato 50/30, ossia 50 viaggi in metro, bus e treni regionali per un periodo di tempo di 30 giorni.
Invece quanto costa un appartamento in affitto? Se pensate di venire a lavorare per poco tempo, vi consiglio di cercarvi un piso compartido, una casa con qualcun'altro, visto che i prezzi per vivere da soli sono piuttosto alti. Se invece venite a Barcellona per un periodo indeterminato, allora è evidente che potete pensare a questa soluzione se le vostre finanze ve lo consentono.
Per una casa in affitto i prezzi partono da 600-650 euro in su, dipendendo molto non solo dalla zona, ma anche dalle caratteristiche della casa. In linea generale comunque per una cosa più o meno decente, mettete in conto almeno 700-750 euro (parlo di una casa con una stanza da letto).
I servizi, acqua, luce e gas, direi che sono meno cari che in Italia, ma onestamente non ci guiurerei... Per internet, invece, posso dirvi che pago intorno ai 40 euro al mese per una connessione a fibra ottica con 6 Mega (che a volte mi fa penare.. vabbé).
Insomma, chissà, forse ho convinto qualcuno a venire a Barcellona a lavorare... o chissà forse no... Magari l'ho messo in fuga ehehe
Ad ogni modo, se volete sapere qualche altra cosa in particolare, scrivetemi e cercherò di rispondervi quanto prima... Ciao ciao...
giovedì 28 febbraio 2008
E oggi altri due colloqui...
Ciao a tutti,sono un paio di giorni che non scrivo. E' che sono stato molto preso da colloqui vari, lunedi' ne ho avuto uno ed oggi ben due. Sono abbastanza entusiasta di come siano andati ed ora aspetto delle risposte. Lunedi' poi ne avro' un altro per un'importante impresa italiana che si sta aprendo, da Firenze, verso la Spagna e il LatinoAmerica. Immagino che il colloquio sarà in inglese, visto che finora tutte le nostre comunicazioni si sono svolte nella lingua di sua Maestà la Regina d'Inghilterra... Vedremo. Tra poco vado in palestra e poi stasera mi vedo per cenare con alcuni amici e con Silvia, l'amica di Emy che in questi giorni è a Barcellona per motivi di lavoro. Speriamo di non finire come domenica, quando a forza di bevicchiare son tornato a casa ciucco!!! Non so ancora se prendere la bici oppure no. Boh!!! Soprattutto perché viene anche Mark stasera e lui la bici non ce l'ha. Magari la prendo uguale... Boh!!!
Parlando delle elezioni, come vi avevo detto c'è stato il primo confronto elettorale tra José Luis Rodriguez Zapatero e Mariano Rajoy. Tutti i sondaggi dicono che avrebbe vinto il socialista (=Zapatero), anche se a mio personalissimo giudizio, ma a detta anche di altri, in realtà è finito in pareggio, visto che a seconda dei temi trattati, sembrava più convincente l'uno o l 'altro. Credo che i sondaggi riprendano soprattutto le intenzioni di voto: chi vuole che zapatero continui a governare il paese lo vede come vincitore del confronto tv, chi vuole rajoy vede quest'ultimo come "el ganador". Ad ogni modo, più si avvicinano le elezioni, più sembra sempre più probabile la vittoria del PSOE, anche se alcuni temi potrebbero spostare dei voti negli ultimi giorni di campagna: parlo soprattutto del problema dell'immigrazione e del terrorismo dell'ETA, oltre alle solite questioni economiche (il problema della "vivienda", ossia della casa, è molto sentito dalla popolazione spagnola, che ha visto crescere i prezzi delle case in maniera esponenziale negli ultimi anni, come è avvenuto da noi).
Interessante poi dire una cosa: durante il dibattito tv Zapatero è tornato a dire che il reddito pro capite spagnolo ha superato quello italiano. Solo che mentre la volta scorsa Prodi era intervenuto per smentire stavolta sembra che la notizia non sia arrivata in Italia, visto che nessun giornale, per quello che ho visto, cita la notizia. Forse negli ultimi mesi c'è stato effettivamente il sorpasso? O è semplice manovra elettorale? Il mio parere è che, se non c'è stato il sorpasso Spagna-Italia, manca tuttavia poco, visto che gli stipendi che si pagano qui sono davvero molto simili a quelli italiani (parlo per lo meno del mio settore e riferendomi ad un laureato). Ciò che è sicuro è che i contratti che si fanno qui sono molto più seri di quelli che si fanno in Italia, dove tra cococo chichichi e altre cazzatelle varie, la gente rimane in condizioni di instabilità molti anni. In Spagna invece il contratto a tempo indeterminato esiste ancora e si dà dopo 6-12 mesi. In Italia conosco gente che lavora da anni e che ancora sta con contratto a tempo determinato. Una vergogna. Vabbé chicos, vado in palestra va', altrimenti si fa tardi... Ci sentiamo prossimamente, un abrazo!!!
