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martedì 9 settembre 2008

Fine di un'amicizia

Mark ed io non siamo più amici, per lo meno Mark ha deciso che non mi vuole più come amico. La cosa mi dispiace e ho cercato di farglielo capire in tutti i modi, tramite sms, email, telefonata... Volevo invitarlo a cenar fuori per poter parlare con lui ma non c'è stato verso e ha rifiutato il mio invito. La cosa più grave è che, credetemi, non so bene perché sia finita l'amicizia, visto che, a quanto pare, ci sono stati sì dei problemi tra noi due ma nulla da giustificare la fine di un'amicizia, che, almeno da parte mia, era profonda. Soprattutto quello che non capisco è perché non ne abbia parlato con me, perché ha dovuto parlarne con altre persone che mi hanno poi riferito.
Non sarebbe stato molto meglio prendermi e parlarmi direttamente??
Evidentemente per due anni mi sono sbagliato: pensavo di aver trovato un vero amico qui a Barcellona ma non è stato così. Io mi son confidato con lui varie volte ma purtroppo lui non si è confidato con me. Probabilmente non aveva fiducia in me, sicuramente non ha capito come sono fatto, anche se ho cercato di farglielo capire in tutte le salse. Il fatto di essere riservato, di non fare domande non vuol dire disinteresse nei confronti dell'altro, bensì rispetto della sua intimità...
Per me quest'ultimo periodo è stato un po' difficile, ci sono stati diversi cambi nella mia vita: ho cambiato prima lavoro, poi casa, sono stato due volte in due settimane in Italia... tutte cose che non mi hanno fatto fermare un secondo e che inevitabilmente mi hanno allontanato un po' da lui (ma anche da altri), per il semplice fatto che ero occupato con diecimila cose. E quando tornavo a casa vecchia, dopo una giornata di lavoro e dopo aver cercanto piso oppure essere andato all'ikea, ero stanco, e magari non avevo voglia di parlare o di ascoltare i problemi degli altri. Mi rendo conto di non aver dedicato molto tempo alla nostra amicizia ma non pensavo che ci fossero dei problemi così grandi da metterla a repentaglio. Penso: "ma che ci vuole a prendermi un momento da parte e a dirmi chiaramente 'quando possiamo parlare un attimo che devo dirti delle cose?'". E' così difficile?? Voglio dire, se non è un mercoledì sera che si è stanchi si può un sabato andare a cenare fuori insieme e parlarne. Non capisco davvero cosa frulla nella testa umana certe volte...
Una cosa che a me sembra scontata magari per qualcun altro non lo è. Vabbé. Mi dispiace però che ne abbia parlato con altre persone, persino con gente appena conosciuta che obiettivamente nemmeno conosce il nostro rapporto, che era certamente un rapporto di amore e odio, per certi versi, diciamo, ma che era un rapporto che alla fine, per quanto mi riguarda, aveva saldo positivo. Erano più i punti in comune che quelli che ci separavano.
Tuttavia ora non sono più così sicuro. Specialmente dopo che mi sono state dette certe parole che mi hanno ferito molto, dette da una persona che fino a pochi giorni fa ritenevo essere mio amico. Mi ha dato dell'immaturo, dell'egoista, del falso, tutti attributi che mi fanno gelare il sangue nelle vene, davvero, perché penso che posso esserlo sicuramente in certi momenti ma alla fin fine non sono così come lui mi dipinge.
E' la prima volta - giuro! - che ho un problema così grande con un amico e non so come gestirlo. Immagino che dovrò farmene una ragione e ricominciare.
Ma non è facile. Non lo nascondo. Non sono orgoglioso.
Credo però che lui abbia perso un buon amico, e se ne renderà conto.
Con tutti i miei difetti, sono comunque stato sempre disponibile per i miei amici, e ho fatto tutto sempre in buona fede.
A questo punto, non resta altro che voltare pagina e guardare avanti. Io ci ho provato a recuperare il rapporto. Non avrò niente di cui pentirmi. Adios, Mark!

domenica 25 maggio 2008

Italona Club

Buonasera a tutti. Un altro finesettimana è purtroppo passato... Il finesettimana di Italona, ossia degli italiani a Barcellona. Ieri, sabato, infatti, abbiamo fatto un'uscita tutta all'insegna del Bel Paese. Ma andiamo con ordine... Dopo essermi svegliato ieri mattina con estrema tranquillità (a mezzogiorno!!), intorno alle 14 siamo andati con Mark a casa di Clara per mangiare, visto che qualche giorno fa ci aveva invitati da lei assieme ad altri amici. Abbiamo così potuto assaporare la sua ottima fideuà, ossia la paella fatta con la pasta anziché col riso, piatto tipico di Valencia, la città da cui proviene Clara. Eravamo in tutto una dozzina, Mark, Clara, delle sue amiche ed io. Al termine del pranzo, ci siamo messi tutti sulla terrazza (Clara vive in uno splendido attico vicino alla Stazione di Sants), a prendere un po' di sole - quando usciva, visto che in questi giorni a Barcellona il tempo fa davvero schifo, con alternanza di sole, nuvole e pioggia - e a cantare. Mark aveva infatti portato con sé la chitarra e abbiamo così improvvisato una serie di coretti, tra cui la canzone del sole di Battisti. Intorno alle 18:30 siamo poi andati a casa di Francesca, che vive a pochi minuti da Clara, giusto in corrispondenza della fermata Entença della linea blu della metro. Siamo così saliti da lei e siamo stati un po' li' a chiacchierare e a berci una cocacola. Nel frattempo è arrivato anche il suo coinquilino appena reduce da un giro per la città con la sua ragazza, entrambi originari della zona in cui vive Valentina (la ragazza che faceva l'erasmus quando io facevo il master due anni fa), ossia Marostica e Bassano del Grappa, ossia la terra del superalcoolico più forte d'Italia (chissà forse esagero!!).
Mentre stavamo lì da Francesca a chiacchierare, lei ha chiamato un suo amico, Alessandro, che pure si trova a Barcellona in questi giorni. Ci siamo così dati appuntamento per le 19:30 per andare a prendere una cosa da bere tutti assieme.
Dopo aver passeggiato un po' per la Rambla ed aver ricaricato il telefono presso un bancomat del Santader, siamo alla fine arrivati alla Rambla del Raval e ci siamo seduti in un bar per farci una birretta. Nel frattempo, ci siamo organizzati per la serata: il programma prevedeva una cena in un posto chiamato Hugo, un ristorante cileno vicino all'Arc de Triomf, nel Borne. Finita la birra, dopo aver fatto un rapido salto al bagno (la birra mi scende superrapida!!!), ci siamo così infilati in un taxi visto che erano ormai le 21:10 e l'appuntamento era di lì a 5 minuti, troppo poco tempo per farsela a piedi come prevedeva il programma iniziale.
Arrivati a Arc de Triomf, con la seconda metà della birra ormai scesa fino alle porte dell'uretra, ci siamo così visti con Irene, l'amica toscana di Francesca, conosciuta la sera stessa in cui per la prima volta eravamo usciti con lei (ossia il finesettimana scorso), un suo collega di università, Francesco (eh si, c'è un po' di inflazione di Franceschi ultimamente!!), Claudia, la ragazza sarda conosciuta tre finesettimana fa (e appartenente al gruppo delle ragazze calabresi che vivono a Milano), e una sua amica di Madrid, Aurora. C'erano poi altri amici di Francesca, due ragazze italiane, uno di Girona e un altro di Londra. INsomma, un ambiente a dir poco internazionale, anche se con netta prevalenza di italiani!! E per questo abbiamo per ora, in maniera provvisoria, chiamato il gruppo Italona Club (Italia + Barcelona per coloro che non avessero ancora capito). Arrivati al ristorante, abbiamo cominciato a studiare il menu: piatti dai nomi assolutamente invitanti. Si andava dal tortino a base di mais, carne macinata e formaggio, fino all'anatra con confettura di arancia e prugne, passando per la più tipica empanada cilena a base di carne e cipolla.
Abbiamo ordinato, prendendo ciascuno un piatto e un antipasto, col patto poi di "compartir todo" (condividere), in modo che potessimo assaggiare varie cose. Io ho così chiesto il tortino al mais e un'entrecote con verdurine alla griglia. Altri hanno preso l'emapanada, le cozze alla parmigiana, gli spedini di carne, l'insalata... Il tutto ovviamente innaffiato con del vinello cileno chiamato Gato negro. Siamo stati davvero bene, la compagnia piacevolissima e l'ambiente assolutamente rilassato. Sembrava di conoscere quelle persone quasi da una vita, c'è stata direi con tutti una grande sintonia, una chimica che non è sempre facile trovare, soprattutto nel mondo falso di oggi. Dopo la (vi assicuro!) grande abbuffata , costataci 22.50 euro a testa (prezzo alla fine onesto per quello che ci siamo mangiati, includendo liquore cileno alla fine e carajillo di bayleys), siamo usciti e abbiamo fatto due passi, inizialmente per il Borne con l'intenzione di andare a Princesa 23, poi per il Barrio Gotico (visto che al Princesa era impossibile entrare per la fila che c'era). Qui siamo andati in un posto in cui ho ritrovato il mio capo. Incredibile. Ci eravamo visti il giorno prima, venerdi', per cenare a casa di una collega e ieri di nuovo ci siamo ribeccati in questo locale. E dire che manco vive a Barcellona lui, bensì fuori... Le cose della vita... Siamo stati un po' in questo posto e poi ce ne siamo andati al Roma di Plaça Reial. Nel tragitto ha cominciato a cadere una pioggia incredibile, forte e intensa, tanto che, sebbene io avessi l'ombrello, mi sono comunque bagnato... Alle 3, il Roma ha chiuso ed io ed altri ce ne siamo tornati a casa mentre Mark, Alessandro e Francesca, los locos (i pazzi ehehe), sono andati ad un altro posto. Non so bene dove siano andati. Stamattina mi sono alzato che Mark non era a casa e ora, che sono ormai quasi le 22, ancora non si è visto... L'ho chiamato prima ma non mi ha risposto. Non so bene che fine abbia fatto ma mi ha inviato un sms dicendo che è tutto ok e di non preoccuparmi. Vabbé. Oggi ho passato la giornata a casa e mi sono riposato. Non ho fatto assolutamente niente, ma ci voleva dopo tanto correre durante i giorni scorsi...

lunedì 19 maggio 2008

Italiani a Barcellona e... un maggio che sembra marzo

Ciao a tutti. Stasera sarei dovuto andare al Tortillas meeting che organizza il mio ex capo a casa sua, però visto che sono stanco morto ho deciso di rimanere a casa tranquillo, per cui ne approfitto per scrivere un po'... Come vi accennavo ieri, nel giro di nuove amicizie che sto facendo in questo ultimo periodo come non mai, sono incappato stavolta nell'ennesima italiana, Francesca, una ragazza di Forlì che da qualche settimana è arrivata a Barcellona per fare il Leonardo, quel progetto finanziato dall'Unione Europea che ti permette di fare un'esperienza lavorativa in un'impresa di un altro paese dell'unione.
Il giorno della Segunda Pascua, il 12 maggio, ricevo un'email da questa tipa che mi dice che aveva letto il mio blog e che se volevo potevamo vederci per un caffé o una birra. Dopo una settimana passata ad inviarci email, finalmente sabato pomeriggio ci siamo visti in faccia. Stavo infatti facendo un giro in centro con Mark (avevamo appena preso un caffé in plaza Orwell), quando ho deciso di inviarle un sms per dire se si voleva unire a noi. Nel giro di pochi minuti mi risponde e ci diamo appuntamento a Plaza Catalunya, all'uscita Rambla della metro linea 3. Le dico allora per sms che mi potrà riconoscere dal cappelletto nero che porto in testa. Con Mark andiamo così all'appuntamento non sapendo bene con che tipo di ragazza avremo a che fare: e subito cominciano le speculazioni. Sarà bionda o mora? Capello lungo o corto? Magra o grassa? Timida o superaperta? ... Arriviamo al luogo dell'appuntamento e ovviamente non sappiamo chi delle 10.000 persone che stanno lì ad aspettare qualcuno sia lei. Mi giro intorno cercando di vedere se qualcuno mi fissa il cappello, ma niente da fare. Ad un certo punto, i miei occhi incrociano quelli di una ragazza. Mi guarda la testa e capisce. E' lei. Si avvicina così a noi e ci presentiamo: "Piacere, encantado, por fin nos conocemos", io in italiano, Mark in spagnolo. Le chiedo se conosce il Mercadillo, dove c'è il famoso "camello" (cammello), e lei mi risponde di si, anche se non è mai stata al giardino interno, quello pieno di "frikis" come si dice qui, gente un po' strana, un po' particolare... Ci muoviamo cosi' in direzione Portaferrissa, evitando accuratamente il centro della Rambla strapieno di turisti. Arrivati al Camello, troviamo fortunatamente un tavolino e riusciamo a sederci. Mentre Mark intrattiene Francesca, io vado al bancone per chiedere da bere: una clara (birra + fanta) per me, un café con leche (caffellatte) per lei e un café con hielo (caffé col ghiaccio) per Mark. Chiacchieriamo un po' e Francesca ci racconta un po' di lei: così veniamo a sapere che già aveva fatto l'Erasmus, come me, proprio a Barcellona, che le era piaciuta la città e che per questo era tornata, per lavorare, anche se nell'ambito di un progetto che a fine anno terminerà. Ci dice che vive nell'Eixample, con un altro ragazzo italiano, a pochi passi da casa nostra.
Finito il caffé, propongo di fare due passi... Lasciamo così il Camello per andare a fare un giro nel Barri Gotic. Nel frattempo continuiamo a chiacchierare. Ci racconta di altri amici italiani che conosce a Barcellona e allora, così un po' sul serio, un po' per scherzo, butto lì l'idea di organizzare un "club" per italiani che vivono a Barcellona. Comincia allora una discussione sulla parola "club", con Mark e Francesca assolutamente contrari all'utilizzo di questa parola, che secondo loro darebbe l'idea di qualcosa di chiuso. Nel frattempo arriviamo al Tropezon mi sembra che si chiami, un posto conosciuto per le sue favolose "bombe", delle palle di patata lessa, con dentro della carne macinata: descritto cosi' forse non fa venire propria voglia però se andate a Barcellona dovete farci assolutamente un salto. Sta in Carrer de Gignas, vicino a Carrer Ample, tra la Rambla e la Via Laietana, poco oltre la chiesa della Mercé venendo dalla metro Drassanes. Qui non solo chiediamo una bomba, ma anche delle patatas bravas e ovviamente cerveza!!! Mentre mangiamo Francesca cerca di mettersi in contatto col suo coinquilino, Stefano, visto che si è data appuntamento con lui e i suoi genitori (che sono di visita) per andare a cenare, per sapere finalmente dove vedersi. Ci dice così che hanno "quedado" (si sono dati appuntamento) alla metro Paral.lel alle 21:50. Paghiamo il conto e cominciamo a muoverci verso il Raval. Arrivati, in tempissimo, alla metro, comincia a piovere. Porca vacca, che fare? Tornare a casa o rimanere in centro? Diciamo così a Francesca che se facciamo qualcosa l'avviseremo. Arriva il coinquilino e la lasciamo così andare a cena.
Rimasti soli, dico a Mark che se torno a casa non esco più, visto che fare su e giù tra Les Corts e il centro "me da palo" (mi scassa le cosiddette...). Ci facciamo nel frattempo un giretto e cerchiamo di capire che fare.
Gira qui, gira lì, alla fine ci mettiamo dentro ad un Doner Kebab del Raval. Dentro è pieno di personaggi usciti da un film di Almodovar, no vabbé esagero. Non fatemi dire cose di cui poi pentirmi; non vorrei domani mattina ricevere l'ennesima telefonata di mio padre preoccupato di quello che ha letto... Io comunque sono dispettoso e le cose le dico uguale. Dentro è pieno di pachistani, siriani... Ovviamente, essendo un Doner Kebab!!! E fin qui nulla di male. Ordiniamo e mentre aspettiamo Mark va al bagno. Quando torna mi dice di aver visto un tizio che si stava facendo un'allegra sniffata di coca (no cola evidentemente!) e che da quello che ho capito forse gli aveva pure offerto una dose... Vabbé! Poi accanto al nostro tavolo vediamo invece altri personaggi: sono 3 ma contiamo una decina di bottiglie di birra. I tipi devono essersi scolati una quantità di birra impressionante. Li guardiamo e ci sorridono eheh. Arriva finalmente la cena, ossia il shawarma. Buonissimo, e stracarico... Quando arrivo a metà, già ho lo stomaco pieno. Mentre ceniamo, mando un sms a Francesca per dirle che alla fine siamo andati a cenare al Raval e che se vogliono dopo cena possono raggiungerci. Mi risponde ok e ci diamo così appuntamento alla Rambla del Raval, dove si trova il gattone di Botero. Finiamo di cenare, chiediamo un carajillo di baileys (ossia un caffé corretto) per digerire meglio, paghiamo il conto e usciamo. L'uscita da ovviamente sulla via delle mignotte di Barcellona ehehe, la famosa Carrer de Sant Ramon, una via che Terme di Caracalla in confronto è un convento :-) Pensate che ho persino visto degli annunci di pisos en alquiler proprio in Carrer de Sant Ramon: prezzo 850 euro, piso completamente ristrutturato, con parquet e tutto, però a Carrer de Sant Ramon!!! Della serie esci di casa e ti scippano (quando ti va bene!). Arriviamo al luogo dell'appuntamento e Francesca già sta lì ad aspettarci, senza però il coinquilino, che è tornato a casa coi suoi. Ci dice che anche un'amica sua, Irene, toscana, "co su frathello", Carlo sta arrivando.
Quando ci raggiungono, decidiamo di andare a Can Pumuki, bar conosciuto tra gli studenti Erasmus per le mega feste del giovedì (a cui non ho mai partecipato, giuro! quanto meno a quelle di can pumuki), piene di studenti di ogni dove, interessati a tutto eccetto lo studio :-))... Arrivati al locale, ci sediamo su delle poltroncine e un cameriere, ovviamente italiano (di Gallarate!!), ci chiede cosa vogliamo da bere: gli chiediamo un consiglio e alla fine ci porta "agua de Valencia", una cosa con non so bene quali intrugli (credo succo d'arancia, martini, un po' di cava...), ma molto buona. Anche il prezzo ottimo: 10 euro la brocca, ossia un paio di bicchieri a testa (eravamo 5 per darvi un'idea). Stiamo un po' lì, chiacchieriamo e Irene ci racconta che sta facendo un master in oceanografia all'università di Barcellona. Penso "che figata, allo stile di Dirk Pitt" ehehe, poi magari va a recuperare i tesori delle navi affondate. Ci dice che non vuol fare tardi perché il giorno dopo lei e il fratello devono partire: Carlo per tornare in Italia dopo aver visitato la sorella )o chissà Barcellona) per ben una settimana, lei, Irene, perché deve andare ad Oviedo per un meeting organizzato dall'università. Ci salutiamo e Francesca, Mark ed io deciamo invece andarcene al Pipa club dove, con altri, ero stato un paio di settimane prima... Arrivati lì, in Plaça Reial, sulle scale che portano al piso in cui hanno montato questo locale, conosciamo altri italiani... Cazzo, ma è davvero strapieno qui!! "Sois una puta plaga" mi ripete giustamente Mark. Al pipa club, mentre chiediamo da bere, conosciamo una coppia di ragazzi, lui inglese e lei francese e ci mettiamo a parlare in inglese (dovevamo davvero essere ubriachi a quel punto eheh).
Tempo di un'ultima birretta e ce ne andiamo. La giornata è stata molto lunga, e arriva il tempo di andarsene a dormire...
Andiamo alla metro e facciamo un pezzo di linea assieme a Francesca. Lei scende a Sants, noi invece proseguiamo fino a Les Corts.
Come vedete è stato un fine settimana all'insegna dell'Italia, con ieri poi lo scudetto dell'Inter. Oggi qualcuno mi chiedeva da che parte stessi io... Dalla parte della Roma ovviamente!!! Il video coi festeggiamenti degli interisti al Cin Cin Bar erano solo una manifestazione di cronaca...
Per concludere, due cenni sul clima: ma che c... sta succedendo? Sembra marzo anziché maggio: sono due settimane che il cielo è spesso nuvoloso e piove. Anche oggi stamattina il cielo è stato bello nero, poi nel pomeriggio si è riaperto. Boh, chi ci capisce qualcosa è bravo. Io so solo che ancora dormo con le coperte :-)) E tra due settimane stiamo in giugno, vabbé...
Buonanotte gente!!!